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Mini racconti per sognare: Portali

Aggiornamento: 27 apr 2021

Stavo passeggiando distrattamente per le strade di Londra, quando all'improvviso un grosso cartellone pubblicitario, che sembrava apparso dal nulla, attirò la mia attenzione; con una grafia pomposa e piena di svolazzi recitava: "Hai sempre sognato di entrare nel tuo quadro preferito? Da oggi, con il nostro museo, potrai! Sbrigati, i posti sono limitati". Non feci in tempo a prendere nota dell'indirizzo, che il cartellone, così come era apparso, sparì.

Incuriosita, dal momento che non avevo in programma altro per quel giorno, decisi di farci un salto.

Ci misi un po' a trovare la via, perché non sembrava indicata nelle mappe e nessuno dei passanti l'aveva mai sentita nominare.

Quando finalmente riuscii a entrare, il museo era quasi vuoto; da quello che appresi scambiando qualche parola con i presenti, in pochi ricevevano l'invito per quel museo magico ed era valido per una sola visita, perché senza un secondo invito non era possibile neppure ritornarci, dal momento che cambiava sede in continuazione e non era prevedibile indovinare dove sarebbe riapparso la volta seguente.



Londra-viaggio-racconto
Photo by William Santos on Unsplash


Arrivò dopo non molto tempo che eravamo lì ad aspettare, un uomo assurdamente alto e magro, vestito elegante, con un bel papillon rosso al collo e un sorriso che gli attraversava da parte a parte il viso.

Dopo aver gentilmente chiesto di fare silenzio, ci spiegò brevemente le regole da rispettare in quel luogo e dentro i quadri che avremmo deciso di visitare: non si poteva portare via o distruggere nulla, mancare di rispetto agli abitanti dei quadri e, cosa più importante, non si poteva fare parola con nessuno di quello che si era visto.

Con il cuore che mi batteva forte per l'emozione, feci un rapido giro negli eleganti corridoi verde acqua, tra quelle meravigliose opere d'arte. Come era possibile sceglierne uno soltanto?

Mi fermai meditabonda davanti a un Monet: tinte che viravano al lilla, un grazioso e semplice ponte ad arco e sotto di esso, uno stagno con delle ninfee colorate. Provai il desiderio inarrestabile di appoggiarmi con i gomiti a quella ringhiera di legno, gli occhi socchiusi, a godermi la tranquillità e la pace di quel luogo, con il sottofondo del vento e il gracidare delle rane.

Feci un profondo sospiro e mi preparai ad entrare nel quadro.

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Foto della National Gallery, Monet ninfee



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